L’esercito: "Pronti all’attacco di terra"
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Ieri ucciso Rayan, sceicco di Hamas
GAZA
Israele ha continuato a bombardare
la Striscia di Gaza fin dalle prime ore di venerdì, settimo giorno
dell’offensiva Piombo fuso che ha già fatto oltre 420 morti e 2.180
feriti. Mentre lungo il confine con il Territorio palestinese sono
ammassati soldati e carri armati per la probabile offensiva terrestre,
l’esercito ha autorizzato l’evacuazione degli stranieri residenti a
Gaza.
I raid della notte hanno preso di mira 20 obiettivi, tra
cui alcune postazioni per il lancio di razzi verso Israele e alcune
depositi di armi e munizioni. Si ha notizia di diversi feriti, ma non
ci sarebbero nuovi morti. La situazione è particolarmente tesa dopo che
Hamas ha proclamato questo venerdì Giorno della collera per l’uccisione
di uno dei suoi cinque principali leader, il falco Nizar Rayan, morto
in un raid aereo insieme alle quattro mogli, a 10 figli e a due vicini.
Il capo del movimento di resistenza islamico, Ismail Radwan, ha
assicurato che questi attacchi «non piegheranno la volontà» del popolo
palestinese.
La guerra continua nel settimo giorno
dell’offensiva "Piombo fuso" nella Striscia di Gaza, che ha causato
oltre 400 morti e quasi 2.000 feriti. L’esercito israeliano ha
precisato ieri di aver colpito circa una trentina di obiettivi di Hamas
e che le forze di terra sono pronte per un’eventuale operazione di
terra. Sul fronte politico, il premier israeliano Ehud Olmert ha
assicurato di non volere «una guerra lunga», mentre il ministro degli
Esteri Tzipi Livni, che a Parigi ha incontrato il presidente francese
Sarkozy, ha ribadito che «la tregue non serve perchè a Gaza non c’è
nessuna crisi umanitaria». Al Palazzo di Vetro è stata invece bocciata
una risoluzione di condanna degli attacchi israeliani, messa a punto
dalla Libia e sostenuta dalla Lega Araba.
La forza aerea
israeliana ha lanciato ieri un raid contro un edificio di otto piani
nel campo profughi di Jebaliya, nel nord della Striscia di Gaza,
uccidendo Nizar Rayan, 52 anni, considerato uno dei cinque principali
leader di Hamas a Gaza. Nell’attacco sono rimaste uccise altre 12
persone, tra cui due delle quattro mogli di Rayan e quattro dei suoi 12
figli. Rayan si era rifiutato di seguire gli altri leader di Hamas,
entrati in clandestinità al lancio dell’offensiva israeliana.
Espressione dell’ala più radicale del movimento, noto per il suo
talento di oratore, Rayan si era messo in luce soprattutto per aver
incitato a lanciare attentati suicidi contro Israele. Sono una trentina
gli obiettivi di Hamas colpiti dalla mezzanotte di ieri, ha precisato
oggi l’esercito israeliano, tra cui ministeri, la sede del Parlamento
palestinese, tunnel usati per il contrabbando e laboratori per la
«fabbricazione di razzi».
Il direttore dei servizi di
emergenza nella regione, il medico Mouawiya Hassanein, ha aggiornato
oggi il bilancio delle vittime di sei giorni di offensiva, portando a
412 il numero dei palestinesi uccisi e a quasi 2.000 quello dei feriti.
Un quarto delle vittime sono civili, secondo le Nazioni Unite. Un alto
ufficiale dell’esercito israeliano ha rivelato al quotidiano Yediot
Ahronoth che fin dalla Seconda guerra del Libano i militari israeliani
sono impegnati in intense sessioni di addestramento, proprio in vista
di un possibile conflitto nella Striscia di Gaza. «Adesso siamo
pronti», ha aggiunto, pur ammettendo che un’operazione terrestre
sarebbe una grande sfida dalle conseguenze incerte. Poche ore prima che
venisse ucciso il leader di Hamas era stato diffuso un comunicato, in
cui il movimento palestinese si diceva di essere pronto ad accettare «a
determinate condizioni» la tregua avanzata dall’Unione europea. «Si
tratta di un falso comunicato, destituito di ogni fondamento e
propagato da agenti ostili al fine di seminare il dubbio sulle
posizioni di Hamas», ha poco dopo dichiarato il portavoce Fawzi
Barhoum.
